Storia

Breve Storia della Fondazione Corti

La Fondazione Piero e Lucille Corti Onlus fu istituita nel 1995 da Piero Corti e Lucille Teasdale Corti, medici e coniugi, per sostenere in modo dedicato il Lacor Hospital, l'ospedale missionario (oggi ONG ugandese) a cui dedicarono la loro vita.

Alla direzione dell'ospedale, il loro obiettivo era offrire le migliori cure, al maggior numero di persone, al minor costo possibile,  e formare al tempo stesso il personale locale che avrebbe permesso all'ospedale di andare avanti. Oggi, tutto questo si traduce in 270mila persone curate all'anno, 600 dipendenti tutti locali, 450 studenti che si formano in ospedale.

Per poter sostenere il funzionamento di una simile realtà, è indispensabile un supporto economico. La Fondazione interviene finanziariamente ogni qualvolta l'ospedale non trovi coperture alternative per i propri costi correnti. Fornisce inoltre all'ospedale supporto tecnico e logistico.

Dalla sua nascita la Fondazione Corti ha incrementato le sue attività di sostegno all'ospedale fino a diventare il suo primo donatore.

Dal 2003 (anno in cui morì Piero) Dominique Corti, figlia dei due dottori e anche lei medico, è Presidente della Fondazione e si occupa a tempo pieno delle attività di fundraising e sensibilizzazione a favore dell'ospedale.

Breve Storia del Lacor Hospital

Nel 1959, vicino alla città di Gulu, nel Nord Uganda, il lecchese Giovanni Battista Cesana, Missionario Comboniano e Vescovo di Gulu, fonda il St Mary's Hospital vicino a Lacor, località qualche chilometro ad ovest di Gulu, cittadina capoluogo del Nord Uganda. Nel 1961 quando Piero Corti vi giunge invitato dal Monsignor Cesana, l'ospedale consta di un ambulatorio, una maternità e pochi letti. Alcune Suore Comboniane ostetriche e infermiere lo gestiscono, il cappellano e il "frate costruttore" sono anch'essi comboniani. I reparti di medicina, radiologia e il laboratorio sono in costruzione. Piero Corti e Lucille Teasdale si sposano nella cappella delle suore dell'ospedale e rimarranno al Lacor tutta la vita, impegnandosi a dirigerlo e svilupparlo trovando essi stessi i finanziamenti, inizialmente nella cerchia di parenti e amici.

L'ospedale inizia a crescere grazie al lavoro di Piero e Lucille che si impegnano a reperire i fondi per i reparti di chirurgia e pediatria. Nel '65 si completa il reparto chirurgico con sala operatoria a due tavoli e annesse sale per servizi. In questo periodo il CUAMM di Padova (ora Medici con l'Africa CUAMM) inizia ad inviare 3-4 medici volontari a biennio; questa iniziativa andrà avanti circa 20 anni. Sempre in quel periodo, è arrivato al Lacor il dottor Marcello Bolognesi in servizio civile, grazie alla legge Pedini. Nell'aprile 1970 i dottori Gigi e Mirella Rho arrivano a Gulu per un periodo di preparazione prima di andare all'Ospedale di Matany.
Nel 1973 si inaugura la Scuola per Infermiere Professionali. Nel '74 si creano due Centri Sanitari Periferici a Opit e Pabbo, e due anni dopo il terzo ad Amuru; inizialmente sono ambulatori ma dopo qualche anno viene aggiunto un reparto. Lavorando in questi tre centri sanitari il pediatra canadese Claude Desjardins e sua moglie Susanne pongono le basi della Primary Health care (assistenza sanitaria di base) al Lacor, con la formazione di alcune figure professionali, dette educatori sanitari.
In questi anni, grazie alla cooperazione tecnica del Ministero degli Affari Esteri Italiano, è più facile ottenere l'impiego di medici volontari.

Per tre mesi, durante la risalita dell'esercito di liberazione tanzaniano, l'ospedale è isolato dal resto del mondo. Lucille è l'unico chirurgo in una vastissima area in grado di eseguire chirurgia di guerra; sono soprattutto soldati di Amin feritisi tra loro. L'ospedale si trova sulla via di fuga dell'esercito di Idi Amin in ritirata e subisce saccheggi nei giorni precedenti l'arrivo dei tanzaniani a Gulu. Si pensa che sia proprio in questi anni che Lucille, ferendosi con schegge di ossa taglienti durante il suo lavoro, abbia contratto l'AIDS.

Nel 1983 il Lacor ottiene l'approvazione per diventare sede di tirocinio dei neolaureati della facoltà di Medicina di Makerere. Tra i tirocinanti, il dottor Matthew Lukwiya si distingue nettamente come il medico più promettente, sia dal punto di vista professionale sia dal punto di vista umano.
Ormai quasi tutto personale è ugandese. Il sogno inizia a diventare realtà. Ma in Uganda compaiono i primi casi di slim disease, una nuova malattia che diventerà rapidamente la pandemia AIDS.
Arriva per dirigere l'unità tecnica del Lacor Fratel Elio Croce, missionario comboniano in Africa già da 10 anni.



Nella seconda metà degli anni '80 proseguono i progetti con il Ministero degli Affari Esteri (per la formazione del personale ugandese) e si ampliano le strutture: chirurgia II con 3 sale operatorie, sala dentistica, endoscopia, biblioteca, laboratori patologia, fisioterapia, archivio. Tra i tirocinanti arriva il dr. Opira Cyprian (oggi direttore generale).
Sono anni durante i quali l'ospedale viene ripetutamente saccheggiato di notte e di giorno, le infermiere rapite e riscattate con farmaci e soldi. Oltre il 90% del personale vive all'interno del comprensorio dell'ospedale e di notte spesso dorme sotto i cespugli o nei fabbricati in costruzione per evitare il rischio di rapimento. A Pasqua del 1987 viene saccheggiata la casa di Piero e Lucille, tenuti sotto tiro dai ribelli. L'ambulatorio viene chiuso per i troppi saccheggi in pochi mesi. Il dr. Odong Emintone (oggi direttore sanitario) arriva come tirocinante, mentre il dr. Matthew Lukwiya si reca a Londra al Hammersmith College, per un corso di specializzazione in ematologia.

Continuano i disordini che colpiscono l'ospedale e che culminano nel 1989 con il rapimento del dr. Matthew che rimane in mano ai guerriglieri per una settimana. Si costruisce il reparto di tubercolosi di cui Lucille è responsabile. Si è però costretti ad evacuare i centri di salute periferici di Amuru, Pabbo e Opit che verranno saccheggiati e semidistrutti. Tra i tirocinanti arriva il dr. Ogwang Martin (oggi Direttore Affari Istituzionali).

Siamo negli anni '90: l'ospedale ha ora 400 dipendenti ugandesi e 450 letti Nel 1995 si inaugura il nuovo poliambulatorio dell'ospedale finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana, momento che segna l'inizio di un lungo e vitale sostegno tra i più importanti della storia dell'ospedale. L'Accademia dei Lincei conferisce al St Mary's Hospital il premio Antonio Feltrinelli 1995. Viene creato un sistema contabile, si cominciano a produrre rapporti finanziari annuali e si rinnova il consiglio di amministrazione dell'ospedale, che da allora si riunirà sempre regolarmente.

Lucille continua a lavorare 6 ore al giorno in ambulatorio, nonostante pesi ormai 35 kg, e si nutre con fleboclisi. Ad aprile del 1996 Piero porta Lucille in Italia per tentare di migliorarne la salute; il tragitto dall'ospedale al ponte viene effettuato in elicottero militare (a causa del rischio di viaggiare sulle strade) messo a disposizione dal Ministro Bigombe. Nonostante le cure, le condizioni di Lucille continua a peggiorare. Lucille muore a Besana il 1 agosto 1996 assistita da Piero, Dominique, suo marito Contardo e la sorella Lise, venuta dal Canada. La sua salma viene riportata in Uganda da Piero. In settembre Piero subisce il suo quarto infarto.

L'ospedale, pur non subendo più saccheggi dal 1989, si trova comunque nel centro di una guerra con massacri e atrocità quotidiane che provocano vittime dirette (feriti d'arma da fuoco, da mine) ma soprattutto indirette, infatti il 90% della popolazione del distretto vive in campi profughi in condizioni drammatiche dove la mortalità infantile elevatissima è dovuta a malattie della povertà, in gran parte prevenibili o curabili: malaria, diarrea, malnutrizione.

2000, Epidemia di Ebola: il Lacor è sulle pagine di tutti i giornali del mondo. è Matthew a riconoscere l'epidemia, a dare l'allarme e a organizzare la lotta per il suo contenimento creando un apposito reparto di isolamento e attivando un gruppo di personale volontario. Arrivano esperti da tutto il mondo (CDC di Atlanta, OMS di Ginevra). L'unità "agenti patogeni speciali" del CDC attiva un laboratorio "sul campo" al Lacor: per la prima volta una epidemia di Ebola viene osservata, la diagnosi confermata con test di laboratorio sul campo e i malati assistiti anche clinicamente, con importanti ricadute scientifiche. Degli oltre 100 dipendenti che hanno accettato di affiancare Matthew nel reparto di isolamento, nel trasporto di casi sospetti all'ospedale o per seppellire i morti, 13 muoiono dopo aver contratto il morbo. Anche Matthew Lukwiya muore di ebola, il 5 dicembre 2000, ultima vittima del virus tra i dipendenti del Lacor. Prima di morire, Matthew chiede di essere sepolto vicino a Lucille e così sarà.

L'epidemia di ebola lascia una scia di paura e scoramento, ma in alcuni mesi il peggio è passato e l'ospedale, che nel frattempo ha adottato tutte le misure di protezione e di diagnosi per poter lavorare in una zona ad alto rischio di infezioni molto pericolose, riprende a lavorare a pieno ritmo.
Dal 2001 il bilancio dell'ospedale è certificato da una società di revisione internazionale.
L'ospedale introduce il suo manuale di impiego e informatizza la contabilità e la gestione del personale.
L'ospedale deve affrontare un numero crescente di night commuters (pendolari della notte) oltre alla normale attività ospedaliera.

 

La Dr.ssa Dominique Corti viene nominata membro del Consiglio di Amministrazione dell'Ospedale (2003). Nel 2003 viene avviata la facoltà di medicina dell'Università di Gulu: il Lacor diventa così polo universitario della neonata facoltà di stato.
Il numero dei pazienti continua a salire e nel 2007/2008 supera i 300.000 l'anno. Particolarmente rapido è l'aumento dei ricoveri che nello stesso periodo raddoppia superando il numero di 40.000. Gli interventi chirurgici sfondano la soglia dei 5.000 l'anno.
L'ospedale prepara il suo primo piano strategico per il periodo 2007-2012.

Il Dr. Bruno Corrado, arrivato al Lacor nel 1992, dopo la morte di Piero assume la dirigenza dell'ospedale e l'incarico di lavorare a stretto contatto con i futuri direttori dell'ospedale per preparare il passaggio a una dirigenza ugandese. Il passaggio avviene nel febbraio 2008, quando il Dr. Opira Cyprian assume il ruolo di CEO, coadiuvato dal Dr. Odong Emintone (direttore sanitario) e dal Dr. Ogwang Martin (direttore affari istituzionali).