Viaggi solidali a Gulu e in Uganda

Sogni l'Africa? Scoprila con noi. 
Possiamo mostrarti paesaggi incantevoli e tutta la ricchezza faunistica
dell'Uganda, ma anche molto di più...
  

Per coloro che desiderano fare un viaggio al cuore dell'Africa e conoscere al contempo la realtà del Lacor Hospital, la Fondazione Corti ha messo a punto un pacchetto turistico speciale, gestito dall'agenzia di viaggi ugandese Green Breaks.

Questo pacchetto unisce il piacere della scoperta di un mondo ancora selvaggio, poco sfruttato dai circuiti turistici tradizionali, all'emozione del contatto diretto con il suo contesto umano. Include una visita di un giorno e mezzo al Lacor Hospital, per toccare con mano le tracce viventi della sua storia e la sua operosa realtà di oggi.

Uganda e Lacor Hospital - Tour in 4x4

Lobo maleng ma loyo ducu
("La terra più bella")

In epoca coloniale l'Uganda era nota al mondo come "la Perla d'Africa": terra di rara bellezza, rigogliosa ed accogliente. Conquistata l'indipendenza, nel 1962 (anno in cui Piero e Lucille si stabilivano al Lacor), per il paese iniziò una lunga epoca buia di instabilità e conflitti politici e civili, da cui si è risollevato solo recentemente. La regione del nord in particolare ha conosciuto una delle peggiori emergenze umanitarie della storia. L'ospedale, testimone di queste vicende, si è strutturato e consolidato proprio per affrontare le enormi difficoltà poste dal suo contesto, diventando un baluardo a salvaguardia della salute e della vita. Oggi, con la pace, l'Uganda inizia finalmente ad aprirsi al turismo e, nonostante la grande povertà della popolazione, a riscoprirsi "Perla d'Africa": una terra selvaggia, dagli spazi sconfinati e dalla ricchezza floro-faunistica straordinaria.

            

Un ospedale nella savana

Quando è nato, nel 1959, il Lacor Hospital era un piccolo ospedale nella savana, sorto nella regione di Gulu, nel nord del Paese. Oggi, quel piccolo ospedale è molto cresciuto, ed è una vera e propria cittadella, popolata da una media di 5.000 persone ogni giorno, tra dipendenti, operatori, pazienti e "lagwok" (parenti dei malati che li accudiscono durante il ricovero). Il via vai, dentro e fuori dell'ospedale, è molto cresciuto da quando ha avuto inizio il processo di pacificazione nella regione e, all'esterno dell'ospedale e grazie ad esso, stanno nascendo vari piccoli commerci. Lasciato alle spalle un ventennio di guerra, il territorio Acioli torna finalmente alla vita.