Una storia vera di guerra e di speranza nell'Africa equatoriale

 

Con orgoglio e trepidazione, con soddisfazione e speranza, vi presentiamo "I bambini della notte", un libro che è per noi testimonianza che il seme gettato ha dato un grande albero che non deve cessare i suoi frutti.
 
Il romanzo nasce dall’esperienza umana di Francesco Bevilacqua, manager di successo in cerca di significati profondi, caparbio propugnatore della necessità di “ripetere dai tetti ciò che si è ascoltato nel segreto”, e dalla penna fascinatrice di Maria Pia Bonanate, donna e scrittrice che la sensibilità personale e l’esperienza di vita vissuta hanno trovato testimone instancabile del bene che regge il mondo, in due anni di fatiche comuni, di spazi e tempi strappati al lavoro, al riposo e alle rispettive famiglie. 
 
Il Lacor si presenta ai loro occhi nella sua realtà ed unicità, nella sua tensione ad affrontare i problemi del presente, con l’attenzione rivolta al futuro prossimo e le radici ancorate ai valori di un passato luminoso e travagliato ancora recentissimo. Il ritmo serrato non cade mai, perché è la storia di uomini e donne di buona volontà che agiscono in scenari difficili e problematici, dove tutto è conquista paziente e coraggiosa, dove l’amore per l’uomo e la fragilità dell’uomo stesso si intersecano strettamente nel cammino faticoso, umile e grandioso verso un futuro migliore.
 
Per noi che amiamo il Lacor e lavoriamo perché continui sempre nella sua missione, questo libro è un dono prezioso! Ad esso affidiamo il compito di accrescere sempre di più il numero di coloro che si entusiasmano all’ideale di camminare a fianco dei più deboli con semplicità e condivisione paziente e fiduciosa, e con sostegno costante, intelligente e rispettoso.
 
A Mariapia e Francesco entusiasti testimoni, sensibili ascoltatori ed infaticabili amplificatori del silenzio assordante della foresta che cresce va tutta la mia gratitudine e ammirazione.
       
Dominique Corti, presidente Fondazione Corti
 
                           Profughi della notte rifugiati all'interno del Lacor Hospital